giovedì 26 aprile 2012

Carpaccio di pesce spada con aspretto alle fragole di Terracina



Difficoltà
facile

Costo
€ 20,00

Per 4 persone
300 g di pesce spada, 1 mazzetto di rucola, 12 fragole, succo di limone, olio extravergine d’oliva, sale e pepe q.b.



Preparazione
Mettete il trancio di pesce spada in congelatore per circa un’ora al fine di rendere le carni più  sode.

Nel frattempo preparate l’aspretto frullando insieme 4 fragole, succo di limone, sale, pepe e un filo d’olio. Pulite e lavate la rucola e lasciatela asciugare.

Tagliate il pesce con l’affettatrice a fette molto sottili e foderate gli stampini. Condite la rucola con l’aspretto e riempite.
Tagliate anche le fragole rimanenti con l’affettatrice e disponetele nei piatti, formando cerchi su cui saranno capovolti gli stampini.
Completare con un filo d’olio, una macinata di pepe e qualche grano di sale Maldon.

Il Sommelier consiglia
P.R. Brut Franciacorta Docg 2011
Uve: Chardonnay 100%
Regione: Lombardia
Produttore: Monterossa 

Sorbetto alle fragole favetta di Terracina con coulis di cioccolato fondente e menta



Ingredienti & dosi
350 g di fragole favetta di Terracina, 130 g di zucchero, 1 litro e mezzo d’acqua non di rubinetto, 1 limone succoso, 1 albume



Preparazione
In un pentolino fate bollire a fuoco dolce l’acqua con lo zucchero, mescolando di tanto in tanto finché lo zucchero non sia completamente sciolto. Spegnete e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Nel frattempo frullate le fragole precedentemente mondate e lavate insieme al succo di limone, creando un composto che aggiungerete allo sciroppo.

Versate il tutto in un contenitore d’acciaio e riponetelo in congelatore per circa mezz’ora. Aggiungete l’albume d’uovo, mescolate energicamente con una frusta a mano e rimettetelo in congelatore per altri 20 minuti.
Ripetete quest’operazione di mescolamento del composto a intervalli di 20 minuti per almeno 3 volte e lasciate infine riposare il sorbetto (sempre in congelatore) negli stampini.

Servite il sorbetto di fragole di Terracina accompagnato da cioccolato fondente fuso a bagnomaria e guarnite con foglioline di menta piperita e pasta frolla.

mercoledì 4 aprile 2012

CI SONO NOVITÁ...





Vi aspettiamo a Pasqua e Pasquetta!


lunedì 26 marzo 2012

Il palamita: un pesce 'buono, pulito e giusto'


“Quasi 7500 chilometri di litorali marini, 6000 di fiumi lunghi oltre i 100 chilometri, un dedalo di torrenti e di ruscelli, 2700 kmq di laghi, una superficie difficile da quantificare di lagune, stagni e lanche.
Bastano queste nude cifre per capire che cos'è, in Italia, la vita legata all'acqua.

La cultura gastronomica italiana legata al pesce ha secoli di storia nella nostra penisola/affonda le sue radici nella storia. Basti pensare al garum, una salsa di interiora di pesce famosa ai tempi dell'antica Roma che prevedeva l'impiego di sgombri, sardine e acciughe.

Gran parte della nostra cucina è imperniata su piatti di pesce. Esiste a livello regionale una grande varietà di pesci utilizzati e tecniche differenti per cucinarli. Queste differenze regionali derivano dalla posizione geografica, dalla facilità di accesso alle risorse ittiche, e all'entità delle influenze culturali che una regione ha vissuto nella sua storia. Basta pensare al cous cous di pesce di Trapani, il caciucco alla livornese sul tirreno, le acciughe al verde in Piemonte, dove di acciughe non ve ne sono, ma erano tra gli alimenti che transitavano dal mare verso la pianura lungo le Vie del Sale. La nostra penisola è ricca di questi esempi di ricette derivanti da contaminazioni culturali o da scambi commerciali e la lista potrebbe continuare per pagine e pagine.

Oggi però, insieme alla figura del pescatore, questa gran diversità sta scomparendo, sia perché alcune specie sono ormai minacciate sia perché, non avendo mercato, altre specie spariscono dei banchi ittici in Italia come nel resto del mondo”.


Da queste riflessioni nasce Slow Fish e una molteplicità di iniziative, firmate Slow Food, per diffondere la cultura di una pesca e una cucina di mare ‘sostenibile’, alla riscoperta di specie gustose e spesso anche economicamente più accessibili.
È il caso del palamita.

Hamburger di palamita con pesto alla siciliana


Per 4 persone
600 g di palamita, 200 g di mollica di pancarré, 1 spicchio d’aglio tritato, 2 uova, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, sale e pepe q.b.



Preparazione
Tritate il palamita e unite tutti gli altri ingredienti. Impastate, quindi formate 12 hamburger. Disponeteli su una teglia con carta da forno, ungete con olio e infornate a 180°C per circa 10 minuti.

Nel frattempo preparate il pesto alla siciliana.
Tritate,  aggiungendo un po’ d’olio extravergine d’oliva: 3 pomodori rossi, 20 olive di Gaeta denocciolate, 10 capperi, basilico q.b.

Servite gli hamburger caldi, accompagnandoli con un cucchiaino di pesto su ognuno.

Paccheri con palamita, capperi e olive


Per 4 persone
320 g di paccheri, 240 g di palamita a cubetti, 40 g di olive di Gaeta denocciolate, 20 g di capperi dissalati, 100 g di pomodori pachino a spicchi, ½ spicchio d’aglio, vino bianco, fumetto, olio extravergine d’oliva, basilico, sale e pepe q.b.



Preparazione
Lessate i paccheri in abbondante acqua salata.
Nel frattempo soffriggete in una padella l’aglio, i capperi, le olive e il basilico, quindi aggiungete il pesce. Fate rosolare e sfumate con vino bianco, unite i pomodori e un mestolo di fumetto.
Scolate la pasta, mantecatela e completate con un filo d’olio extravergine.

Palamita lardellato


Per 4 persone
4 filetti di palamita da 200 g ognuno, 40 fette di guanciale sottilissime, 150 g di rucola pulita e lavata, 100 g di pomodori pachino a spicchi, olio extravergine d’oliva, aceto balsamico, sale e pepe q.b.



Preparazione
Per ogni porzione stendete sino a 10 fette di guanciale su in foglio di carta da forno, formando un rettangolo della lunghezza del filetto di palamita. Quindi disponetelo al centro, arrotolate e fate rosolare un minuto per lato.
Nel frattempo condite nel piatto la rucola e i pomodori e, infine, unite il pesce.

sabato 11 febbraio 2012

Plumcake tostato con mousse di nutella, granella di pistacchio verde di Bronte e salsa di zabaione al profumo di caffè


Per il plumcake
4 uova, 200 g di zucchero, 200 g di farina, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito, sale q.b.


Mettete nella planetaria il burro a pomata e lo zucchero, unite le uova e lavorate sino a ottenere un composto omogeneo. Incorporate la farina e aggiungete il lievito, la vanillina e un pizzico di sale.
Varsate il composto in uno stampino da plumcake precedentemente imburrato e infarinato e cuocete in forno a 170 ° C per 40 minuti.

Per la mousse
Amalgamate 3 cucchiai e mezzo di nutella e 2 cucchiai di mascarpone

Per lo zabaione
Lavorate a bagnomaria 2 uova intere, 3 tuorli e 350 g di zucchero. Aromatizzate con la polvere di caffè.

Per il montaggio del dolce
Tagliate a fette il plumcake e tostate in forno per 3-4 minuti a 200° C, quindi spalmatevi su la mousse di nutella e spolverate con la granella di pistacchio verde di Bronte.
Servite sulla salsa di zabaione al profumo di caffè. 

Involtino d’agnello con cicoria, salsa di frutti di mare e colatura di alici di Cetara

Per 4 persone
4 spallette d’agnello (1 kg circa), 250 g di cicoria lessata, 300 g di cozze, 200 g di vongole, 100 g di telline, 2 calamari, 100 g di pomodori pachino, 2 cucchiai di colatura di alici di Cetara, olio extravergine d’oliva e vino bianco q.b.


Preparazione
Disossate le spallette d’agnello e apritele a mo’ di rollè.
Ripassate la cicoria con olio e aglio, unite la colatura di alici di Cetara e riempite gli involtini.
Fateli rosolare in una padella antiaderente e poi terminate la cottura in forno a 180°C per 6-8 minuti.
Mettete in una padella uno spicchio d’aglio, un filo d’olio extravergine d’oliva, i frutti di mare e i calamari a julienne: fate rosolare, sfumate con vino bianco e aggiungete i pachino tagliati a spicchi e un mestolo d’acqua. Coprite e lasciate cuocere a fuoco medio per 5-6 minuti.
Servite gli involtini di agnello e cicoria, accompagnati dalla salsa di frutti di mare.

Il Sommelier consiglia
San Callisto, Montepulciano d’Abruzzo, Valle Reale, Abruzzo

Note di degustazione
Questa volta abbiamo trovato in rete bellissime parole per raccontarvi il meraviglioso vino d’Abruzzo firmato Valle Reale. Provate a leggere anche voi quest’articolo.


Minestra di cicerchie di Serra de’ Conti, gamberi di Ponza e colatura di alici di Cetara

Per 4 persone
500 g di cicerchie di Serra de’ Conti , 12 gamberi di Ponza, 250 g di tonnarelli spezzati, 3 cucchiai di colatura d’alici, aglio, brandy, olio extravergine d’oliva e pepe q.b., salvia e rosmarino


Preparazione
Mettete a bagno le cicerchie per una notte intera e al mattino fatele bollire in acqua (non salata) per circa 40 minuti. Scolate e tenete da parte l’acqua.
Sgusciate in gamberi, fate rosolare le teste in una pentola con olio e aglio e sfumate con il brandy. Versate l’acqua di cottura delle cicerchie, fate sobbollire per 5 minuti, poi unite le cicerchie e la pasta.
In una padella antiaderente spadellate i gamberi con olio e aglio, quindi uniteli alla minestra insieme alla colatura di alici di Cetara e, a piacere, completate con un trito di salvia e rosmarino.

Il Sommelier consiglia
Romigberg, Tenutae Lageder 

Note di degustazione
Da agricoltura biodinamica certificata, questo Kalterersee Classico si  distingue per il color rubino brillante, il bouquet intenso con note di ciliegia e viola e il sapore rotondo e equilibrato. Anche il retrogusto è fresco, morbido e leggero.