sabato 11 febbraio 2012

Steak tartare con colatura di alici di Cetara

Per 4 persone
480 g di filetto di manzo, ½ cipolla, 15 capperi, 2 cucchiai di colatura di alici di Cetara, 4 tuorli d’uovo, succo di limone, tabasco e pepe q.b.


Preparazione
Tritate la carne, la cipolla e i capperi dissalati, uniteli in una ciotola e condite con olio, succo di limone, tabasco, pepe e colatura di alici di Cetara.
Servite le tartare su un piatto, dando loro la forma cilindrica con un coppapasta. Su ognuna ponete su il tuorlo d’uovo.

Il Sommelier consiglia
Chianti Classico Querciabella, Querciabella, Toscana

Note di degustazione
È un vino eccellente: colore intenso, aromi puliti e raffinati, morbido e corposo come il ricordo che lascia in bocca e nel cuore d’ogni buon bevitore.

COLATURA TRADIZIONALE DI ALICI DI CETARA, CICERCHIE DI SERRA DE’ CONTI E PISTACCHIO VERDE DI BRONTE: il primo tris di Presidi Slow Food fa capolino nel menu del Ristorante La Lanterna


È il primo menu ufficiale dell’Alleanza tra i cuochi italiani e i Presidi Slow Food che, poche settimane fa, ha avuto tra i nuovi protagonisti del 2012 il Ristorante La Lanterna di Terracina.
Un grande onore e un serio impegno: valorizzare con la nostra cucina i prodotti d’eccellenza della tradizione italiana che Slow Food si impegna a tutelare e a promuovere, grazie alla collaborazione di bravi chef da nord a sud della penisola e di consumatori sempre più attenti e responsabili.

Il nostro viaggio comincia dalla provincia di Salerno in un paesino di nome Cetara, alla scoperta di un condimento unico al mondo: la colatura tradizionale di alici. Ci condurrà nelle Marche, dove assaggeremo un antico legume: la cicerchia di Serra de’ Conti. E si concluderà (per ora!) in Sicilia, ammaliati dal colore verde brillante del pistacchio di Bronte.

Ve li presentiamo:

Colatura tradizionale di alici di Cetara
È un liquido ambrato, che si ottiene lasciando maturare sotto sale le alici pescate nel Golfo di Salerno da fine marzo a inizio luglio. Le acciughe appena pescate vengono pulite a mano e messe sotto sale in appositi contenitori in legno detti “terzigni”.
Trascorsi 4-5 mesi, il liquido che fuoriesce dal foro praticato nel fondo del contenitore viene raccolto e usato come condimento, particolarmente indicato per spaghetti e legumi.
La colatura tradizionale di alici di Cetara è sostenuta dall’Associazione Amici delle Alici ed è in vendita in bottiglie di vetro ch riportano il logo di Presidio Slow Foof e la numerazione progressiva scritta a mano.

Cicerchia di Serra de’ Conti
È un legume povero, un tempo molto diffuso nelle Marche dove si coltivava in primavera tra il granoturco assieme ai fagioli e ai ceci. È una varietà minuta e spigolosa, con colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro maculato. Ha buccia poco coriacea e un gusto meno amaro delle altre varietà.
Ha rischiato l’estinzione, ma alcuni contadini di Serra de’ Conti hanno continuato a coltivare nell’orto di casa la saporita cicerchia marchigiana, salvandola dall’abbandono definitivo.
Il Presidio è sostenuto dalla Regione Marche Servizio Cultura Turismo e Commercio.

Pistacchio verde di Bronte
Questa varietà di pistacchio cresce sui terreni lavici di Bronte e in nessun’altra parte d’Europa. Solo qui ha un colore smeraldo così brillante e un profumo così intenso, resinoso, grasso.
Raccolto a mano in piccole quantità, non riesce a reggere la concorrenza con i frutti meno saporiti, ma certamente meno costosi, importati da Iran, Turchia e America. Per questo è nato un Presidio Slow Food, sostenuto dalla Regione Siciliana Assessorato Agricoltura e Foreste, che aiuti l’antica varietà del pistacchio verde di Bronte a distinguersi e a valorizzare sul mercato la sua eccellente qualità.

Siamo pronti. E voi?


lunedì 2 gennaio 2012

IL RISTORANTE LA LANTERNA ADOTTA I PRESIDI SLOW FOOD. La cena di Natale tra auguri, alleanze golose e nuovi progetti

‘La bellezza salverà il mondo’, scriveva qualcuno. Noi ci chiediamo: può il piacere del cibo aiutarci a costruire un futuro migliore per tutti?
A quanto pare sembra proprio di sì.

Lo scorso 21 dicembre siamo stati onorati di avere come ospiti i soci della Condotta Slow Food di Terracina, in occasione della tradizionale Cena degli auguri di Natale. Il ristorante era colmo di appassionati gourmet, l’atmosfera festosa e conviviale come nelle migliori famiglie e sulla tavola il ricco menu ha reso omaggio a prodotti d’eccellenza sia vicini che lontani.



Tartare di tonno, panzanella con merluzzo, baccalà al vapore con confettura di cipolle di Tropea e insalata di polpo verace con mandorle tostate sono stati accompagnati dalle bollicine di Falesco Spumante Metodo Classico Brut. La minestra d’arzilla e broccoli con colatura di alici di Cetara e il raviolo aperto con scorfano su pesto di basilico hanno goduto dell’amabile compagnia di Falesco Poggio dei Gelsi e Falesco Tellus Shiraz 100%. Il filetto di San Pietro con porro e pasta kataifi e la caponatina di verdure hanno brindato con Falesco Ferentano Roscetto 100%.


















Ha concluso l’indimenticabile percorso enogastronomico il nostro semifreddo di castagne di Bassiano con pistacchi di Bronte.

Il ristorante La Lanterna è il primo a Terracina ad aver aderito all’Alleanza tra i cuochi italiani e i Presidi Slow Food – ha annunciato il Fiduciario della Condotta Danilo Mastracco – Si tratta di un gesto nobile e ricco di significati: l’adozione di 3 o più Presidi nel proprio menu è un grande contributo alla salvaguardia e alla valorizzazione di alcuni prodotti a rischio di estinzione, perché fagocitati dalle dure leggi di mercato, che rappresentano però un vero e proprio patrimonio in termini di gusto e qualità organolettiche, ma anche di storia e cultura dei territori. Non solo. È una convinta e sincera adesione alla filosofia Slow Food, i cui principi guida sono ‘buono’, ‘pulito’ e ‘giusto’.













A poter ambire al prestigioso contrassegno di Presidio Slow Food, secondo i progetti a cui sta lavorando la Condotta, sarebbero almeno due prodotti simbolo dell’identità gastronomica terracinese: la fragola di Terracina e il moscato di Terracina.
Ciò consentirebbe da un lato di tutelarne le caratteristiche originarie, impedendo che la notorietà e la crescente richiesta di questi prodotti possa incentivare eventuali modificazioni – spiega Mastracco – dall’altro sarebbe un’opportunità straordinaria per farli conoscere al di fuori dei confini locali, sottoposti all’attenzione creativa di chef d’ogni regione d’Italia e del mondo.


Un’altra bella iniziativa riguarda anche la DOP Colline Pontine.





È un olio extravergine d’oliva tra i migliori al mondo – osserva il Fiduciario – E se la produzione riguarda soprattutto Priverno e dintorni, è pur vero che la quantità e la qualità dei ristoranti di Terracina è tale da poter offrire un impulso vitale alla sua commercializzazione.

Tra i momenti più carini della serata c’è stata senza dubbio la distribuzione dei barattolini di ‘pasta madre’, il lievito naturale generato dall’impasto di sole acqua e farina e gelosamente custodito dalle massaie d’un tempo per la preparazione del pane fatto in casa, che oggi è divenuto il principio ispiratore di una vera e propria Comunità del cibo.

All’inizio Slow Food era un’associazione dedita soprattutto alla degustazione del vino – racconta Danilo Mastracco – poi l’interesse si è pian piano allargato alla gastronomia e alla ristorazione. Oggi il discorso si fa ancora più serio e i progetti più ambiziosi: Slow Food è una miriade di iniziative volte a promuovere il mangiare sano, un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei ritmi della natura, il mercato equo, la giustizia sociale e un gusto che non si ferma alle qualità organolettiche degli alimenti ma sa riconoscere nel cibo sapori e memoria, tradizioni e sentimenti. Come la convivialità, che è l’elemento più forte e imprescindibile dell’identità Slow Food.





Grazie Slow Food.

lunedì 19 dicembre 2011

Capodanno 2012, il menu de La Lanterna



Antipasti

Selezione di antipasti La Lanterna


Primi

Trofie con ragù di gallinella di mare
e pesto di rucola

***

Crepes ai crostacei


Sorbetto

Sorbetto al limone


Secondi

Filetto di San Pietro in crosta di porri e pasta kataifi
con scampo alla sorrentina
e gambero lardellato al profumo d'arancia
e flan di carciofi su biscotto di zucca


Dolci

Soufflé al panettone con arancia candita
e salsa inglese aromatizzata con rum agricole
e coulis di cioccolato fondente


Vini & Co.

Greco D.O.C. 2010, Janare
sconto del 10% sulla carta dei vini


Benvenuto 2012

Brindisi di mezzanotte con selezione di spumanti

***

Lenticchie e cotechino


€ 85,00
info e prenotazioni 0773702527


venerdì 25 novembre 2011

Millefoglie con chantilly ai marron glacés e coulis di cioccolato fondente


Ingredienti & dosi
200 g di pasta sfoglia, 200 g di marron glcés, 500 ml di latte, 4 tuorli d’uovo, 75 g di zucchero, 40 g di farina, 250 g di panna montata, 100 g di cioccolato fondente, 1 foglio di colla di pesce, zucchero a velo q.b.


Preparazione
Fate sobbollire il latte. Nel frattempo battete i tuorli e lo zucchero e poco alla volta incorporate la farina setacciata. Unite al composto un mestolo di latte bollente, amalgamate, quindi versate il composto nel latte e fate bollire per 5 minuti a fuoco basso. Unite la colla di pesce e versate la crema su una teglia affinché si raffreddi, coprendo con carta velina a contatto con la superficie.
Stendete la pasta sfoglia e cuocetela in forno preriscaldato a 200°C per 15 minuti.
Schiacciate i marron glacés sino a ridurli in purea e uniteli alla crema fredda, mescolando dal basso verso l’alto.
Versate la crema in coppe o calici, aggiungete la pasta sfoglia e completate con cioccolato fuso a bagnomaria e zucchero a velo.



Polpo alla piastra su vellutata di patate con funghi porcini



Difficoltà
Facile

Costo
€ 15,00

Per 4 persone
1 kg di polpi, 300 g di funghi porcini, 200 g di patate pelate, 1 spicchio d’aglio, rosmarino, olio extravergine d’oliva, sale e pepe q.b.


Preparazione
Pulite i polpi e metteteli in una pentola con abbondante acqua fredda e salata, quindi portate a ebollizione e fate cuocere per 40 minuti. Scolate, adagiate i polpi su una teglia. Quando si sono raffreddati, divideteli in 4 parti  e avvolgete ognuna di esse nella carta stagnola unta. Disponete questi ‘fagottini’ sulla piastra o su una padella antiaderente per 15 minuti per lato.
Nel frattempo mettete le patate in una pentola con acqua fredda e leggermente salata e fate bollire. Una volta cotte, prendere le patate,  frullatele con un po’ d’acqua di cottura e un filo d’olio e aggiustate la vellutata di sale e pepe.
Tagliate i funghi porcini a cubetti e saltateli a fuoco vivo in padella con olio, rosmarino e sale.
Adagiate la vellutata di patate sul fondo del piatto, sistematevi su il polpo e disponete intorno i funghi porcini.

Il Sommelier consiglia
Alte Reben Sylvaner, Pacherhof, Trentino Alto Adige

Note di degustazione
La Tenuta Pacherhof, nella Valle Isarco, è il regno dei vini bianchi altoatesini. Alte Reben Sylvaner cresce su terreni sabbiosi, ghiaiosi e ricchi di minerali. È  vivace, aromatico e elegante.



Fettuccine con gamberi rossi e funghi porcini



Difficoltà
facile

Costo
€ 20,00

Per 4 persone
500 g di fettuccine all’uovo, 250 g di funghi porcini, 1 kg di gamberi rossi, 3 dl di fumetto di pesce, 1 spicchio d’aglio, vino bianco, brandy, olio extravergine d’oliva e sale q.b.


Preparazione
Tagliate i funghi porcini a fette, sgusciate i gamberi e tenete da parte le teste.
In una padella rosolate l’aglio e le teste dei gamberi, quindi aggiungete i funghi e dopo qualche minuto sfumate con vino bianco e successivamente con brandy. Versate il fumetto e portate a ebollizione.
Nel frattempo lessate le fettuccine in abbondante acqua salata, scolatele al dente e mantecate a fuoco vivo nella salsa insieme ai gamberi e, prima di servire, versate un filo d’olio a crudo.

Il Sommelier consiglia
Kratos IGT, Fiano, Luigi Maffini, Campania

Note di degustazione
Per Luigi Maffini l’arte vinicola è una storia di famiglia. Edi amore per l’assolata terra campana. Kratos, dal greco ‘potere’, è un’imponente interpretazione del Fiano del Cilento: color oro, con profumi d’erbe aromatiche e miele.


Zuppetta di capesante e funghi porcini con crostini al timo



Difficoltà
Facile

Costo
€ 25,00

Per 4 persone
300 g di capesante, 300 g di funghi porcini, 5 dl di fumetto di pesce, 100 g di pane tagliato a dadini, 1 spicchio d’aglio, vino bianco, sale, olio extravergine d’oliva, pepe, rosmarino e timo q.b.


Preparazione
Tagliate a dadi regolari le capesante e i funghi porcini. Infarinateli e fateli rosolare in un soffritto di aglio e rosmarino. Sfumate con vino bianco, quindi allungate con il fumetto e lasciate cuocere a fuoco medio-basso per circa un quarto d’ora.
Tagliate il pane a dadini e fateli saltare in una padella con olio, sale e timo.
Aggiustate di sale la zuppetta, versatela in una piccola zuppiera e aggiungete il pane. Completate con un filo d’olio a crudo.

Il Sommerlier consiglia
Ferentano IGT, Falesco, Lazio

Note di degustazione
Al confine tra Umbria e Lazio, l’azienda Falesco è dedita al recupero e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni di queste terre. Ferentano è il vino strutturato e dall’ottima venatura aromatica, ottenuto dal Roscetto, l’uva dal grappolo piccolo e compatto di Montefiascone.



lunedì 24 ottobre 2011

Parfait di gianduia con pera caramellata




Per 4 persone
2 uova intere + 1 tuorlo, 60 g di zucchero semolato, 100 g di gianduia, 100 g di panna montata, 1 pera kaiser, un pizzico di polvere di caffè, 1 cucchiaino di rum, zucchero di canna q.b.

Preparazione
Montate molto bene le uova con lo zucchero e unitevi la polvere di caffè e il rum.
Fate sciogliere il gianduia a bagnomaria e incorpora telo delicatamente nelle uova, girando dal basso verso l’alto con la frusta. Unite la panna e versate il composto negli stampini da pasticceria. Fate riposare in congelatore per almeno 12 ore.

Montaggio del piatto
Pelate la pera, tagliatela in 4, togliete i semi e ricavate da ogni spicchio un ventaglio. Cospargeteli con lo zucchero di canna e cuoceteli a fiamma media sino a che non siano caramellati.
Servite il parfait con il ventaglio di pera e, a piacere, accompagnare con salsa inglese.

Ravioli ‘cacio e pepe’ con alici, pachino e basilico



Difficoltà
media

Costo
€ 15,00



Per i ravioli
500 g di pasta all’uovo, 400 g di ricotta di pecora, 200 g di pecorino romano grattugiato, sale e pepe q.b.

Preparate il ripieno dei ravioli, impastando la ricotta (lasciata a scolare in frigorifero per una notte) con il pecorino, il pepe e un pizzico di sale. Stendete la pasta all’uovo e con un cucchiaio o un sac a poche mettetevi su il ripieno. Sovrapponete un altro foglio di pasta e tagliate rettangoli di 3x2 cm circa, pressando bene i bordi a chiusura.
Lessate i ravioli in abbondante acqua salata per 4-5 minuti.

Per la salsa
400 g di alici, 300 g di pomodori pachino, 1 spicchio d’aglio, qualche foglia di basilico, fumetto di pesce, olio extravergine d’oliva, sale q.b.

In una padella fate soffriggere in un filo d’olio l’aglio tritato e il basilico, aggiungete le alici e fate rosalare per qualche istante. Sfumate con il vino bianco, unite i pachino e qualche mestolo di fumetto di pesce e fate cuocere.
Scolate i ravioli e versateli nella padella, terminando la cottura. Servite ben caldo.

Il Sommelier consiglia
Chardonnay Andritz, Cantina Sturm, Colli Orientali del Friuli