martedì 13 novembre 2012

Sodoma e Gomorra, trilogia di cioccolato


È arrivato novembre e, dopo lunghe e bellissime giornate di sole, è il momento di temperature più rigide, cieli grigi e un po’ piovigginosi… Il dolce di questo mese è ciò che ci serve per tirarci su di morale e scaldare il cuore di chi amiamo: una regale trilogia di delizie che celebra l’apoteosi del cioccolato!



Si comincia con un goloso biscotto di frolla salata al cacao (basta prendere la ricetta della pasta frolla tradizionale e aggiungere cacao e un pizzico di sale!), farcito con una crema di cioccolato fondente e gianduia.


La degustazione prosegue con una ricca bevanda di cioccolato allo zenzero. Il segreto qui sta nella giusta percentuale di cioccolato: fate sciogliere a fiamma bassa 50 g di extrafondente Guayana 70% in 250 ml di latte, lasciate raffreddare, quindi unite 10 g di succo di zenzero e mezzo bicchierino di vodka.



Chiude il tris un pungente fudge di cioccolato al peperoncino, preparato con extrafondente Guayana 70% (160 g) e burro (160 g) fusi insieme a bagnomaria e uniti a 3 uova intere e 70 g di zucchero di canna sbattuti leggermente a mano e arricchiti con peperoncino. La cottura è negli stampini, in forno a 150° C per circa 30 minuti.


Dulcis in fundo, una pallina di gelato alla vaniglia.


Filetto di merluzzo gratinato con pistacchi verdi di Bronte e salsa di pomodoro grigliato





Difficoltà
facile



Per l’impanatura
Preparate un trito di pistacchi verdi di Bronte, pan grattato, cipolla rossa di Tropea caramellata, erbe fini e aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva e, se vi va, anche di olio all’aglio

Impanate i filetti di merluzzo (ciascuno da 180-200 g circa) e cuocete in forno a 180° C per 10 minuti.

Per la salsa
Lavate, tagliate e condite i pomodori come se stesse per fare una bruschetta: con olio extravergine d’oliva, sale, basilico fresco e, a piacere, un po’ di cipolla rossa di Tropea tagliata finissima (è un sapore che sta decisamente bene con merluzzo e baccalà!)

Quindi buttate tutto sulla griglia e cuocete per qualche minuto. Eliminate le pelli e versate il pomodoro in una ciotolina.

Se vi piace, servite i filetti di pesce con una decorazione di germogli (in questo caso abbiamo utilizzato quelli di broccolo e China rose).

Il Sommelier consiglia
Vigna di Capestrano, Trebbiano non filtrato, vol 12,5%, Valle Reale, Abruzzo

Raviolo di farina di castagna e baccalà il salsa leggera di pomodoro fresco




Difficoltà
media


Per la pasta
500 g di farina di castagna, 4 uova intere grandi, un pizzico di sale

Impastate a mano, quindi stendete l’impasto e pennellatelo con un po’ d’uovo. Con un sac à poche disponete il ripieno di mousse di baccalà e chiudete i ravioli.

Per la salsa
Per preparare una salsa leggera e acidula è importante utilizzare solamente l’acqua del pomodoro. Dividete i pomodori a metà, spremete e filtrate l’acqua per eliminare il più possibile la polpa e i semi.
In una padella versate un filo d’olio extravergine d’oliva, aggiungete un goccio d’olio all’aglio, l’acqua dei pomodori e il basilico fresco. Cuocete pochissimo.

Fate bollire i ravioli in abbondante acqua salata, scolate, ripassate delicatamente nella padella con la salsa e servite.

Il Sommelier consiglia
Romigberg 2009, uve Schiava, barrique, vol. 12,5%, da agricoltura biodinamica, Tenute Lageder, Trentino Alto Adige

Crostino di pane di grano saraceno con cipolla rossa di Tropea e mousse di baccalà



esclusa la preparazione del pane!

Difficoltà
media


Per il pane
1 kg di farina (2/3 di farina 00 e 1/3 di farina di grano saraceno), 2 g di lievito e acqua q.b.

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e cominciate a impastare con la farina, aggiungendo altra acqua sino a che il composto diviene molto morbido. (La farina di grano saraceno è infatti piuttosto pesante e c’è necessità di renderlo più morbido del solito)

Lasciate lievitare per 24 ore, fate i panetti da 30-40 g e sottoponete a una nuova lievitazione per altre 5 ore, quindi infornate a 220° C per 10-15 minuti.
Se invece preferite un unico filone, cuocete sempre a 220° C per 20-25 minuti.

Per la mousse
500 g di baccalà ‘morro’ (si tratta di un baccalà particolarmente pregiato, con carni alte e semisalate che non diventano secche come spesso accade con il baccalà), 250 ml di latte, 1 foglia d’alloro, olio extravergine d’oliva, erbe fini, sale e pepe q.b.

Fate bollire il baccalà nel latte con l’alloro per circa 20 minuti a fiamma bassa, fino a che il liquido si riduce e viene assorbito dal pesce. Quindi frullate il baccalà, aggiungendo un pizzico di sale (se c’è bisogno!), pepe, olio e erbette fini a piacere (in questo caso abbiamo preferito coriandolo e dragoncello).

Per il montaggio del piatto
Create un letto d’insalata songino, diponetevi su i crostini di pane con la cipolla caramellata e la mousse di baccalà e completate con sedano croccante.
Per rendere croccante il sedano, tagliatelo a  julienne e lasciatelo sotto l’acqua corrente sino a che non diventa bianco.

Il Sommelier consiglia
Reve di Villa Angela, Pecorino di Offida D.O.C.G. 2010, barrique, vol. 13,5%, Velenosi, Marche

lunedì 8 ottobre 2012

Lemon Curd Meringue




Per la base della crostata
Preparate la pasta frolla impastando 500 g di farina 00, 2 tuorli e 1 uovo interno, 250 g di zucchero bianco e 250 g di margarina e unite infine una bustina di vanillina.

Fate una prima cottura in forno a 180° C fino a che la pasta non è leggermente dorata. (Affinché non si gonfi, usate dei fagioli come ‘peso’).

Per la crema
Sbattete con la frusta a mano 5 tuorli con 175 g di zucchero.
A parte, sciogliete nell’acqua fredda (per evitare la formazione di grumi) 80 g di maizena e poi mettela sul fuoco. Quando raggiunge il bollore, unite il succo e le bucce di 4 limoni, quindi versate il tutto nel composto di uova e zucchero preparato inizialmente.
Versate la crema sulla crostata e infornate una seconda volta per una cottura più lenta: 100° C per 30 minuti.

Per la meringa all’italiana
Preparate lo sciroppo portando a 121° C 125 g di acqua con 500 g di zucchero.
Nella planetaria montate 250 g di albume d’uovo, quindi unite lo sciroppo e continuate a montare.



Tempura di ostriche al nero di seppia



Difficoltà
facile

Costo
€ 35,00

Ingredienti & dosi
1/3 di fecola di patate, 2/3 di farina 00, acqua frizzante, nero di seppia, ostriche



Preparate la pastella con le farine, l’acqua e il nero di seppia, avendo cura di unire molto ghiaccio e di utilizzare una bolla d’acciaio: proprio lo sbalzo di temperatura tra la pastella gelida e l’olio bollente darà alla tempura la sua caratteristica consistenza.

Impanate le ostriche e friggete.

Guarnite il piatto con bucce di lime e concassé di pomodoro.

Il Sommelier consiglia
Katà I.G.T. 2011, Cantine Olivella, Campania
Da uve Catalanesca del monte Somma, un vino profondamente minerale. Perfetto con la tempura.

Spaghettoni acqua e farina con ostriche, porro e coriandolo


Difficoltà
facile

Costo
€ 25,00

Per 4 persone
480 g di spaghettoni, 8 ostriche, 1 porro, coriandolo fresco, olio extravergine d’oliva e sale q.b.



Appassite il porro tagliato a julienne in un filo d’olio extravergine (se vi va, aromatizzato all’aglio!). Unite le ostriche e fate rosolare a fiamma viva.
Bollite la pasta e mantecate in padella, aggiungendo infine il coriandolo fresco.

Il Sommelier consiglia
Vintage Tunina, Jermann, Friuli Venezia Giulia 
Da uve Chardonnay, Sauvignon, Malvasia istriana, Picolit e Ribolla gialla: un vino strutturato, intenso, avvolgente.



Ostriche on the rocks con maionese di mare e salsa di soia


Difficoltà
facile

Costo
€ 20,00





Un modo un po’ diverso dal solito (e dal successo assicurato!) di gustare il crudo di ostriche: servite con cubetti di ghiaccio e accompagnate da due sfiziosissime salse.

Per la maionese di mare:
Ostriche, succo di limone, pepe e un tuorlo d’uovo.
Montare con olio di semi a filo.

Per la salsa di soia:
Soia, mirin e lime. Guarnire con la polpa di lime.


Il Sommelier consiglia
Pietro Colla, Spumante Metodo Classico Extra Brut, Poderi Colla, Piemonte
Uno spumante eccellente, ottenuto da uve Pinot nero e piccolissime percentuali di Nebbiolo. E da tutta la sapienza di una storica casa vinicola italiana.



Ostriche di Bretagna: così il ristorante La Lanterna dà il benvenuto all’autunno


Si chiamano Jacques e Jean Jacques Cadoret e sono stati loro a portare nel terzo millennio lo straordinario tesoro di esperienze, passione e grandi fatiche che, da generazioni, la famiglia Cadoret custodisce gelosamente. Ostricoltori di Bretagna, i Cadoret sono conosciuti in tutto il mondo per l’eccellenza della produzione: è famosissima la pregiata ostrica piatta, chiamata ‘Belon’ come il fiume in cui viene lasciata ad affinare, beneficiando del gioco di maree d’acqua dolce e salata che rendono davvero unica la delicatezza delle sue profumate carni.

A metà settembre, dopo un’intensa stagione tra cucina e sala del ristorante, il viaggio alla scoperta di quella meravigliosa terra dove nascono e crescono le ostriche Cadoret è stato uno dei premi più affascinanti che avrei mai potuto desiderare. Pochi, indimenticabili giorni, in compagnia di alcuni amici cuochi venuti da tutta Italia per perdersi tra degustazioni e dialoghi con i più esperti conoscitori d’ostriche e frutti di mare.

Prima tappa Carantec, ad ammirare le varie fasi che, dalla selezione del novellame alla cura dell’ambiente, accompagnano la crescita delle ostriche Cadoret. Alcune sono raccolte e vendute ‘selvagge’, altre – quelle speciali – le abbiamo seguite a Riec sur Belon, dove trascorrono almeno tre o quattro anni ancora a ‘affinare’ nelle acque del fiume.
































































Tornato in patria, le ostriche Cadoret non potevano che essere le regali protagoniste degli antipasti (e non solo) de La Lanterna. In questo mese d’ottobre dedichiamo a loro l’intero menu del blog, accompagnandole con straordinari vini e spumanti italiani (in questo siamo orgogliosamente nazionalisti!).