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lunedì 20 settembre 2010

Risotto con ostriche Gillardeau e Franciacorta Spumante


Difficoltà

media

Costo

€ 60,00

Per 4 persone

16 ostriche Gillardeu, 320 g di riso carnaroli, 500 cl di Franciacorta Brut Millesimato 2005, 50 g di cipolla, 10 cl di armagnac, olio extravergine d’oliva, brodo vegetale q.b., prezzemolo




Preparazione

In un tegame fate tostare il riso con olio extravergine d’oliva e cipolla tritata.

Aggiungete lo spumante (a temperatura ambiente!) e fate sfumare.

Aprite le ostriche e versate l’acqua contenuta nelle conchiglie nel riso.

Unite anche i molluschi tagliati grossolanamente e fate cuocere, aggiungendo il brodo vegetale.

Infine, flambate 4 ostriche con l’almagnac e decoratevi ogni porzione di risotto con una spruzzata di prezzemolo fresco.


Le parole del gusto

Flambare. Letteralmente “dare alle fiamme”, è una tecnica di cottura che consiste nel cospargere la pietanza con una sostanza alcolica e darle fuoco prima di servire in tavola.


Il Sommelier consiglia

Franciacorta Brut Millesimato 2005, La Montina, Lombardia

Note di degustazione

Spuma fine e persistente, gusto complesso, equilibrato, ricco di sentori floreali, vaniglia e frutta matura: il Franciacorta Millesimato Brut 2005 ha ricevuto i 3 bicchieri del Gambero Rosso, ma è solo l’ennesimo capolavoro di bollicine italiane firmato La Montina.


venerdì 16 aprile 2010

Sino all'ultimo sorso... e boccone!

“Aprile, dolce dormire”. Reduci dal Vinitaly e così carichi di cose da fare, non potevamo trovare proverbio più adatto per raccontare queste prime giornate di sole primaverile.

Eh sì, l’abbiamo fatto: serrate le porte del ristorante per qualche giorno ed infilate le valigie in macchina, io e Egle siamo partiti in direzione dell’immancabile appuntamento con le storiche firme e le più promettenti realtà dell’enologia nazionale ed internazionale, curiosi di godere delle novità che ogni anno allietano i visitatori del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati.

E, come ogni anno, è stata un’esperienza meravigliosa. Innanzitutto per il piacere di incontrare di persona gli artefici dei vini che mi piacciono e che scelgo per riempire i bicchieri dei miei clienti. Poi, ed è questa l'emozione più bella, per sbirciare così da vicino nel loro affascinante mondo.

La prima tappa del viaggio, infatti, è stata proprio una delle aziende che sono particolarmente orgoglioso di avere in carta: siamo stati ospiti di Bellavista e giuro che, nonostante conoscessi bene il prodotto, sono rimasto molto colpito dall’eccellenza del lavoro, davvero ai livelli delle acclamate maison di champagne.

La seconda, altrettanto piacevole, è stata una splendida cena presso La Montina Franciacorta: Michele Bozza è ormai un grande amico e l’ospitalità della sua casa è straordinaria.

Quanto ad un vero e proprio bilancio del Vinitaly, credo che da ogni occasione come questa, fatta di conoscenza e di confronto, derivi sempre un profondo arricchimento.

Per dirne una, ho verificato che il trend premia i vini cosiddetti “beverini”: vini leggeri, profumati ed aromatici e con un minore grado alcolico.


Ora però, bando alle chiacchiere e mettiamoci al lavoro…

Si ricomincia con le ricette e per il menu di aprile non poteva mancare un ospite speciale!

Signore e signori, ecco a voi il bottino dell’asta di oggi, un grosso dentice di otto chilogrammi abbondanti che donerà il suo intenso profumo del mare ad un insolito crostino al rosmarino, a mezze maniche condite nella più mediterranea delle maniere e, ancora, ad una colorata caponata di verdure e odori della nostra terra.

Cominciamo.

mercoledì 10 febbraio 2010

GUSTOLIVE, Ristorante La Lanterna: la prima serata è il 24 febbraio 2010

Un ristorante è molto più di un luogo in cui ordinare e mangiare ottimi piatti. É l'occasione per scoprire nuovi sapori ed ascoltare storie di terre vicine e lontane. É dove stare bene in compagnia di buoni amici e condividere momenti belli.
A volte è uno stravagante laboratorio, in cui l'esplorazione del gusto diventa una ricerca di emozioni.

GustoLive è tutto questo:

un palcoscenico speciale, in cui il piacere del cibo e la passione per vini buoni si fondono in un'avvolgente atmosfera jazz.

La prima è fissata per il 24 febbraio 2010 alle ore 20:30.
Per inaugurare la rassegna dedicata all'enogastronomia ed alla musica di qualità abbiamo pensato agli eleganti vini di Franciacorta firmati La Montina ed alle calde melodie del Jazz Please Quintet in un omaggio a Paolo Conte e Mina.



L'arte delle bollicine


Per presentare i vini che ci accompagneranno nella prima serata di GustoLive, abbiamo pensato di fare due chiacchiere con Luigi Santoro.

Da più di vent'anni rappresentante di tante ed ottime aziende vitivinicole, Santoro è l'ideatore di Simposio DiVino, l'evento che ogni due anni porta in territorio pontino i proprietari delle migliori cantine d'ogni regione d'Italia per un'eccezionale occasione di degustazione e dialogo con i professionisti della ristorazione e sempre più numerosi wine-lovers.


-Perché La Montina?

Semplicemente perché raggiunge il massimo punteggio in ognuno dei criteri che ci guidano nella scelta delle nostre aziende: l'indubbia qualità dei prodotti, il giusto rapporto tra qualità e prezzo e, soprattutto, le persone.

-Cosa vuoi dire con “le persone”?
Sono ciò che dà il vero valore ai prodotti: il loro lavoro, le loro idee, i sentimenti che li guidano nel dare lustro alla tradizione così come nel credere nell'innovazione...come potrebbero non influire prepotentemente sulla qualità che il consumatore sente?

-Parliamo di emozioni?
Di un'empatia che lega il produttore al suo vino e che finisce nel perlage e nel bouquet aromatico, nel colore, nel gusto e in ogni sensazione che proviamo sin dall'assaggio.

-Chi è Michele Bozza?
Tecnicamente, è il responsabile commerciale ed il più giovane dei proprietari de La Montina, insieme al papà ed allo zio che invece curano i vigneti e la cantina.
Ma più di ogni titolo e ruolo aziendale, è una persona meravigliosa, che ama il suo lavoro ed il suo territorio. Il 24 febbraio lo sentirete parlare delle terre di Franciacorta molto più che dell'azienda La Montina. E credo che questo sia bellissimo.


-Quale sarà la selezione di vini in degustazione?
Saranno tutte bollicine Franciacorta con marchio di qualità DOCG: cominceremo con Franciacorta Brut, chardonnay e pinot bianco a cui Angelo ha abbinato dei frittini di terra e di mare; poi sarà la volta del Satén, chardonnay in purezza, accompagnato da un risotto con gamberi; per i sapori di mare su vellutata di fagioli stapperemo il Millesimato 2005, premiato quest'anno con i 3 Bicchieri del Gambero Rosso; la conclusione è affidata al Rosé Demi Sec, pinot nero e chardonnay, con plumcake all'albicocca di Egle.
L'afterdinner sarà invece curato dai fratelli Riccardo e Alessandro Izzi: Amaro Erbes Gran Riserva, Sambuca Premium e al Caffé e Limoncello sono i liquori di famiglia che questi due giovani ragazzi di Fondi hanno deciso di accompagnare nei tempi moderni con un culto particolare per la tradizione.


-GustoLive è una rassegna dedicata al jazz, cosa pensa del connubio degustazione-musica?
Un'idea vincente, perché in linea con le nuove tendenze e le aspettative di chi ama la buona cucina ma dà un significato più ricco al mangiare fuori.
In tal senso La Montina è il partner perfetto, un'azienda che da sempre dimostra un'innata sensibilità per la promozione di iniziative culturali: dalla creazione del Museo di Arte Contemporanea in Franciacorta di Remo Bianco, con oltre 400 opere esposte nei locali della meravigliosa cantina de La Montina e nello splendore di Villa Baiana, alla partecipazione a raffinati concerti da camera all'Auditorium Parco della Musica a Roma, sino alla presenza in grandi e piccoli eventi che promuovono l'arte in ogni sua forma.



Jazz, please!

Saranno i primi a salire sullo speciale palcoscenico di GustoLive.
Si chiamano Jazz Please e sono il piacevolissimo quintetto formato da Paolo Scandozza, contrabbassista e direttore artistico della band, Antonella Caiazzo, dalla voce intensa e sorprendente, Olimpio Riccardi al sassofono, Vincenzo Bianchi al pianoforte e Corrado Golfieri alla batteria.

Abbiamo deciso di lasciare a loro il compito di introdurre il raffinato omaggio a Paolo Conte e Mina, in cui si esibiranno nella serata del 24 febbraio.

-Cosa significa riarrangiare le grandi canzoni della musica italiana?
Paolo: É un modo di riproporre melodie del passato a cui il pubblico ha già regalato stima e successo e riuscire a suggerire nuovi percorsi di ascolto.
E non parlo solo di una questione di orecchio e di musicalità, ma soprattutto di un "sentire" emozionale...


-Parli di jazz?

Certo, sempre.
Non c'è ancora e non credo esisterà mai una definizione della parola jazz, perché il jazz è troppe cose insieme: è una contaminazione di stili e generi musicali, un'epoca difficile e affascinante, un secolo di storia che vive ancora nel momento presente, il jazz è l'eredità di musicisti straordinari per i quali la tecnica ha subito ceduto il passo all'anima.

-Continua...
Quando ci avviciniamo ad una canzone e ci innamoriamo della sua melodia, ne percorriamo note ed accordi per poi giocare ad infinite variazioni armoniche, quello che stiamo facendo è jazz.
Quando la musica nasce nell'istante stesso in cui suoniamo e l'improvvisazione cavalca l'onda dei sentimenti, delle sensazioni e persino dell'umore di quel momento, il risultato è assolutamente jazz.


Paolo Scandozza ha iniziato a suonare la chitarra quando aveva appena sette anni, a quindici è passato al basso elettrico e i suoi venti anni li ha vissuti nel pieno della passione per il rock.

-Quando è arrivato il jazz?
Il jazz è sempre un'evoluzione, che non può che arrivare quando si è più maturi.
Io ho imparato ad amare il jazz ascoltando Miles Davis, Charlie Parker, Duke Ellington, Louis Armstrong e tanti altri nomi di artisti ineguagliabili, affezionandomi per sempre alla loro scuola.
Con il jazz, per me, è arrivato anche il contrabbasso.

-Paolo Conte e Mina, perché?
Per la stima nei confronti di uno dei più grandi musicisti jazz e cantautori italiani del nostro secolo, che il nostro pianista Vincenzo Bianchi ha avuto modo di conoscere da vicino (è lui ad interpretarlo anche in questo spettacolo), e per la bellissima voce di Mina.

Paolo rivolge lo sguardo ad Antonella e vuole che sia lei a raccontarci...

-Cosa si prova a vestire i panni della cantante italiana più ammirata di tutti i tempi?
Antonella: É una grande responsabilità senza dubbio, ma anche un orgoglio sincero, perché per cantare Mina è chiaro che bisogna godere di importanti similitudini con la sua voce.

-Cosa ti piace di lei?
È una donna che già negli anni '40 parlava di jazz e nella voce e nelle movenze si ispirava a Ella Fitzgerald, Billy Holiday, Sarah Vaughan, dando un tocco molto elegante alla musica leggera di allora.

-E la tua passione per il jazz?
Sono un soprano scuro e ho studiato e cantato la musica lirica.
Direi che l'incontro con Paolo è stato determinante perché mi avvicinassi a generi più moderni: avevo diciotto anni, ero la più piccola del gruppo ed è insieme a loro che ho vissuto il passaggio dal rock al blues, al soul, per scoprire infine la magia del jazz.

-Qual è?
Il jazz è adrenalina allo stato puro ed emozioni che liberano il genio che abita in noi.
Quando sei dentro il pezzo, quando riesci a "sentire" la musica, tu non hai cognizione di quello che farai dopo due minuti, né una volta fatto potrai ripeterlo ancora uguale a se stesso.
Credo sia questa la magia del jazz: una creatività che nasce dal lasciarsi travolgere da ciò che senti nel cuore, dal seguire le sue intuizioni e giocare a tradurle in musica.

Il menu

fritti di terra e di mare
Franciacorta Brut DOCG, La Montina

risotto con gamberi
Satén DOCG, La Montina

sapori di mare su vellutata di fagioli
Millesimato 2005 DOCG, La Montina

plumcake all'albicocca
Rosé Demi Sec DOCG, La Montina

Liquori Izzi


Il costo della serata di degustazione e concerto è di € 45,00 a persona

Per prenotazioni: Ristorante La Lanterna, Piazza della Repubblica 27 Terracina - 0773702527

* Le interviste a Luigi Santoro e Paolo Scandozza e Antonella Caiazzo sono a cura di Francesca De Santis